Category: L’Anno e la Notte


Scrosci d’argentine chitarre,
luce riflessa dai corni,
cani fradici a presidio di passi,
sentieri di paschi fuggenti
dal mutevole andare.
Delle lane arruffate dal bagno
come ricci di lama sui cedri,
delle mascelle tenaci sull’attenti
del profilo del capo ed il muso
il sole stampa l’ombre sul tufo.
Limpida è l’acqua che salta
si rincorre s’avvoltola e canta,
e colma d’avvalli e cuscini
il letto dall’alveo dei sassi
bianchi di calce o turchini.
D’aria frizzante alle finestre
è la pioggia di foglie dai salici
e un bastone dai nodi millenari
dirige il concerto campestre,
la sera attardata del gregge.
I capelli sotto il velo danzante
l’arrossato tramonto sul colle
ritrae di fiamme basse e le gote
del tuo viso segnato dai raggi,
il sorriso che soave nascondi.
“Oh cara non temere in cuor tuo
la fine che sembra imminente
d’un sogno di ninfa dei boschi!
Son calme manovre di stoppie,
fuoco sopito e faville distanti
in attesa. Soltanto zefiri sciocchi
e tramontane vane verranno
recando richieste di resa”.

 

Fernando DP – 28/08/2011

 

 

Foto da: http://flickriver.com/photos/troise/sets/72157609645486894/ .

 

Commenti dal vecchio blog: http://versisfusi.splinder.com

 

#1  06 Ottobre 2011 – 20:13
è bellissima e  rileggerla, questa tua poesia, mi ha dato la sensazione di una scrosciante armonia di suoni e colori, davvero incredibile, così colma di prodigiosa vita e amore
Utente: Ecatmel Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Ecatmel

#2  07 Ottobre 2011 – 20:07
Grazie Ecatmel!!!! Il tuo commento mi fa capire che sono riuscito a comunicare esattamente quello che volevo … Grazie grazie grazie! :)
Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

La creatrice di stelle

 

Tronfio di un timido sorriso
il clown si da il centro
dell’arena. La sabbia si sposta
in piccole dune sulle orme
lunghe, delle gambe corte
e porge un fiore alla regina
sui trapezi, che volteggia
sulle onde del violino
da una radio,
come dal barbiere del ghetto
- del grande dittatore.

Le gradinate sono vuote
è solo una prova. Ma il cuore
non conosce prove:
è sempre di scena il battito,
e se perde un fiotto,
batterà il torace – più serrato.

Pazzamente il clown si governa
e può farlo – attore di teatro -
la maschera – è la sua scorza.

…[ non c’è niente di più vero
di una lacrima sul trucco
che la pelle si scopre.
Le guance rigate dal sale
che corrode fino all’osso
sono i rii d’indecisione
mentre lei disegna stelle
sulla volta degli occhi. E segui!
Segui, i passaggi delle corde
i belati dei paranchi
- i tonfi dentro al cuore!
 

Fernando DP – 21/08/2010

Kaleidoscope

 

“canterebbero corde più libere
 oltre la parola”.

Di fini intessuti occhi e caleiscòpi
è un intreccio di suoni e sogni,
visione di rammaricante nostalgia
persuasa dai sentieri di maggio,
pietraie secche e fili d’erba
come draghi smerigliati;

un’acqua acuta e fredda sotto l’ombra
di chiome vermiglie, trapunte di sole.

E i raggi di luce intèssono
maglie d’intricati rami, lingue di foglie
venate e pendenti, asparagina secca
dal granulare grigio,
monti di terra rossa, semioscura,
nel crepuscolo.

 

Fernando DP – 29/03/2010

Phoenix

Si può sbagliare, si può cadere,

ma si rinasce, come la fenice.

 

Si può bruciare, di nuovo fuoco

anche se non imperituro -

‘ché splende un lume nella notte

come una pulsar nello spazio,

come una piramide sul Nilo.

 

Semiramide falco e drago

s’accalcano su baricentri bassi.

Discostati puoi guardarli

passeggiare sulle orbite

d’ellisse, trattenuti come biglie

- carri armati ai parapetti.

 

Tu puoi – che rinasci -

viver nuove ascese, e pasci

nuove rotte – spettatore,

e guida chi t’ha illuso

colluso e disprezzato, tralasciato

nel passato ciclo

d’infinito –  ’ch’eri cenere.

 

Fernando DP - 20/07/2010

La Promessa

 

 

Disattese la promessa la luna, che mi offerse
di trasformarsi in longilinee gambe di latte
da risalire bacio a bacio fino a bocca,
nucleo infiammato di kefiah che dissipa.

Svanì. La notte mi avvolse nella stanza,
un lume intermittente lampeggiava, filtrava il buio
in liste di luce …

Rincattucciato nell’angolo, non ero che fiato,
ripensavo a te
come a una magnolia che si schiude.
Ricucivo l’oscurità con le visioni della tua pelle.
Erano i lampi infuocati dalla tua assenza.

 
Fernando DP – 16/12/2009

Rivoluzione

 

 

Perché parlare di una rivoluzione

suona come un sussurro,

un impalpabile alito di vento

continuo e insistente

che si fa acqua

chèta e silenziosa

e senza accorgerti ti ha già

cinto la vita.

 

Come un soffice filo d’erba

buca la terra per trovare la luce,

pervade ogni vuoto

tra le sabbie e le ghiaie

di un mondo fatto

di voci tonanti.

 

Ogni granello si compatta

si stringe all’altro

e un blocco di granito rosa

diventa la terra

indifferente ai colpi lucenti

inferti dagli artigli lunghi

di un temporale morente.

 

Fernando DP – 2008

 

Immagine da: http://www.carminecaponearte.com/temporale.htm

Versi Sfusi

 

Prendete il poeta come un avventore
che paga da bere a tutti.
Conosce tutti i suoi compari
- non li conosce -  ma ci parla -
compagni di bevute e shottini
di sambuca – ma ci parla
con versi viscosi come alcolici
oleosi – sierosi – quasi purulenti.
*
/ Qualcuno va via e resta parziale.
/ Un cilindro tagliato obliquo
/ con gli occhi da sole. Gangster
/ dal cravattino rosso rosa nero.

Boccia sul biliardo, la biglia otto.
Si gioca una partita dove chi si vede
è uno solo. Ha un contorno nero
ma dentro è nudo come il bianco.

Si rientra al bar – riparte la cinepresa
col suo ticchettare a raggi, da bicicletta -
se riboccia ancora, la otto al centro
o se stecca, ancora una soffiata.

 

Fernando DP – 31/05/2010

 

Commenti dal vecchio blog: http://versisfusi.splinder.com/.

 

#1  07 Luglio 2010 – 16:14
Affascinante… te la “giochi” e guarda l’effetto. Quattro le strofe: un otto a cilindro tagliato obliquo (adoro le cose oblique, permettono una visuale diversa, lupica)… tantissime le cose che mi piacciono, le contrapposizioni a sorpresa: quei due -ma- all’inizio e quello che raccontano, chi -va-
ma -resta-, il – nudo come il bianco- che ha un profilo, pronto per la prossima -soffiata-. Il finale è una stoccata (per rimanere in tema).
La trovo, nella sua natura sfuggente, ricca di impressioni che arrivano come dei flash… bellissima. Ci tengo a farti da madrina per l’attività di questo tuo blog appena nato, so che saprai riempirne le pagine con testi interessanti come questo… quindi: buon viaggio poetico!
Io tornerò a trovarti. Ciao, Doris
Utente: DorisEmily Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. DorisEmily

#2  07 Luglio 2010 – 20:27
Grazie Doris! Sei una vera amica! Sarai sempre la benvenuta! :-)
Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

#3  26 Luglio 2010 – 13:00
Incantata? non solo.Felice? Si. Per aver scoperto un così giovane talento dagli occhi grandi e curiosi…Glò
Utente: glodalessandro Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. glodalessandro

#4  26 Luglio 2010 – 18:21

Grazie mille Glo’!

:-)

Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

#5  01 Agosto 2011 – 14:58
Un poeta simile ad un giocatore di biliardo non lo avrei mai immaginato!?Complimenti per la fantasia e per la libera associazione di idee!Un caro saluto,Rosaria Di Donato
utente anonimo

#6  01 Agosto 2011 – 20:51
Grazie mille Rosaria! E benvenuta! :D
Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

 

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