Scrosci d’argentine chitarre,
luce riflessa dai corni,
cani fradici a presidio di passi,
sentieri di paschi fuggenti
dal mutevole andare.
Delle lane arruffate dal bagno
come ricci di lama sui cedri,
delle mascelle tenaci sull’attenti
del profilo del capo ed il muso
il sole stampa l’ombre sul tufo.
Limpida è l’acqua che salta
si rincorre s’avvoltola e canta,
e colma d’avvalli e cuscini
il letto dall’alveo dei sassi
bianchi di calce o turchini.
D’aria frizzante alle finestre
è la pioggia di foglie dai salici
e un bastone dai nodi millenari
dirige il concerto campestre,
la sera attardata del gregge.
I capelli sotto il velo danzante
l’arrossato tramonto sul colle
ritrae di fiamme basse e le gote
del tuo viso segnato dai raggi,
il sorriso che soave nascondi.
“Oh cara non temere in cuor tuo
la fine che sembra imminente
d’un sogno di ninfa dei boschi!
Son calme manovre di stoppie,
fuoco sopito e faville distanti
in attesa. Soltanto zefiri sciocchi
e tramontane vane verranno
recando richieste di resa”.
Fernando DP – 28/08/2011
Foto da: http://flickriver.com/photos/troise/sets/72157609645486894/ .
Commenti dal vecchio blog: http://versisfusi.splinder.com
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