
Sembrano voci tutte uguali …
Qualcuno con una sua personalità?
Qualcuno che si possa riconoscere
in mezzo a tanti e tante, gatti e gatte
morte?
E’ un mare di pesci a bocca aperta e muta,
esalanti, dritte circonlocufisiche sul verso,
roteanti e fisse, nella ghiacciaia.
Girone dantesco e parola stracca sull’assito.
Mostro informe brulicante vita,
scuoiato e putrefatto.
Zitti! Zitti! Zitti! Dateci almeno il beneficio,
la costruzione del silenzio!
Gatte morte lupi e fere col cruccio dell’invidia,
il vizio dell’infamia, la delusione del sarcasmo,
il male della vita!
Fernando DP – 07/08/2011
Immagine: Divina Commedia Inferno gli Scismatici, Renato Guttuso
Commenti dal vecchio blog: http://versisfusi.splinder.com
#1 22 Agosto 2011 – 08:47
la costruzione del silenzio sarebbe, di sicuro, la pena più ardita!
#2 22 Agosto 2011 – 20:25
Non la vedo come una pena. Parlo di silenzio inteso come spazio per riflettere seriamente sulle cose che ci circondano. Esigere calma da un mondo troppo caotico e pieno di stimoli.
Ciao e benvenuto Ecatmel!
#3 30 Agosto 2011 – 14:14
perdonami, ma la mia era una battuta nei confronti di chi contribuisce a rendere caotico e fracassone questo mondo, in quel caso potrebbero starci bene in un piccolo girone dell’inferno, condannati al silenzio e all’ascolto…
a parte questo in realtà mi è piaciuta moltissimo la tua poesia.
ciao
#4 02 Settembre 2011 – 15:15
Se la metti così… un silenzio forzato come pena, senza poter parlare ma solo ascoltare, è una pena severissima, da applicare a molti.
Grazie Ecatmel!
Fernando