Category: Citazioni


Viale Prenestae

A sorsi lunghi tante Menabrea e figli.

Reni sul muro e nell’aiuola pochi gigli.

Vivo i punkabbestia e il popolo dei nerd,

yuppie senz’anima and three-day beard.

 

Torri composite fasciate di paranchi

e cielo rosso a sera che se nuvolo dispera.

Vetri a schegge sul passo d’ubriachi

e sangue denso, da spuntoni a ciminiera.

 

La sera avrebbe molti altri ragioniamo

da raccontarci, se non fosse costretta

da grondaie, antenne quasi a falci e croci.

 

Sì! Amore mio, fuggiamo soli tra le voci

ch’è solo piano e mai giunger a una vetta;

né un’occasione provo e trovo a dirti: t’amo!

 

Fernando DP – 16/11/2011

 

Infernetto 2011

Sembrano voci tutte uguali …
Qualcuno con una sua personalità?
Qualcuno che si possa riconoscere
in mezzo a tanti e tante, gatti e gatte
morte?

E’ un mare di pesci a bocca aperta e muta,
esalanti, dritte circonlocufisiche sul verso,
roteanti e fisse, nella ghiacciaia.

Girone dantesco e parola stracca sull’assito.
Mostro informe brulicante vita,
scuoiato e putrefatto.

Zitti! Zitti! Zitti! Dateci almeno il beneficio,
la costruzione del silenzio!
Gatte morte lupi e fere col cruccio dell’invidia,
il vizio dell’infamia, la delusione del sarcasmo,
il male della vita!
 
Fernando DP – 07/08/2011

 

Immagine: Divina Commedia Inferno gli Scismatici, Renato Guttuso

 

Commenti dal vecchio blog: http://versisfusi.splinder.com

 

#1  22 Agosto 2011 – 08:47
la costruzione del silenzio sarebbe, di sicuro,  la pena più ardita!
Utente: Ecatmel Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Ecatmel

#2  22 Agosto 2011 – 20:25

Non la vedo come una pena. Parlo di silenzio inteso come spazio per riflettere seriamente sulle cose che ci circondano. Esigere calma da un mondo troppo caotico e pieno di stimoli.

Ciao e benvenuto Ecatmel! :)

Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

#3  30 Agosto 2011 – 14:14
perdonami, ma la mia era una battuta nei confronti di chi contribuisce a rendere caotico e fracassone questo mondo, in quel caso potrebbero starci bene in un piccolo girone dell’inferno, condannati al silenzio e all’ascolto…
a parte questo in realtà mi è piaciuta moltissimo la tua poesia.
ciao
Utente: Ecatmel Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Ecatmel

#4  02 Settembre 2011 – 15:15
Se la metti così… un silenzio forzato come pena, senza poter parlare ma solo ascoltare, è una pena severissima, da applicare a molti.

Grazie Ecatmel! :-)

Fernando

Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

Ricorsivamente

 

La ripartenza della penna d’oca
con la punta a cannula schiacciata
dal cerchio superiore della g.
La virgola su in cima come un ciuffo
si pronuncia più imbronciata alla sua fine
e riprende vita come sfera
prima della fine del contatto.
Si riaccende alla scintilla dell’idea,
si fa d’un tratto più marcato
con gesto ricorsivo
e colora del grigio che scurisce a poco a poco
dove la forma è assente.
Per una bolla più marcata
a chi la vede sfumatura
per far cadere neve dove prima
c’era solo un foglio bianco.

 

Fernando DP – 13/04/2011

 

Immagine: Fausto Melotti – “Scultura g”.

La favola dell’albero di Allah

 

Ho tradito il mio sguardo pensando
che fosse tutto un arrendevole abbracciarsi
e strascicarsi di parole appese al labbro.
Virgole negl’interstizi, o nell’intervallo
della carne rossa,
e opposizione nell’unione dello spirito
che tutto separa tutto include – adolescente.

Ho tradito il mio sguardo pensando
che un filo rosso che si slaccia da una guancia
e si posa lieve su una bocca
ha a che fare poco, con l’amore in boccio.
Un occhio presentito e prematuro
lascia travisare una scelta che c’è stata
ma potrà non essere.
Basterà un cadere lungo i fianchi delle braccia,
uno scostar di lato il guado, una triste vela
a terra che si posa.

È così fragile l’amore in boccio,
è così improbabile che scoppi un terremoto,
eppure accade …
Possono incontrarsi foglie mentre cadono,
si girano di scatto, s’abbracciano cadendo.
Un alito di vento le separa, un alito di vento
unisce.

 
FernandoDP – 14/01/2011

 

Immagine da: http://www.artekjara.it/Quadri/Affreschi/Villa/albero_vita.shtml

Moby Dick

 

Call me Ishmael”.

Non conosco colori
per descrivere il romanzo
ma di sicuro è uno solo
ed è freddo,
come l’apnea bagna
acconcia e ridisegna
i capelli – tentacoli nodosi,
di un unico albero.

Un trealberi bianco
e traslucido come il legno
intriso di sale di gamba
monca di bocca di bianca
balena.
Feroce uragano di rogge,
marea che sale traboccante
d’oscuro lanciare l’arpione.
La sartia segue il lancio,
serpeggia in cielo,
l’inghiotte la schiena dell’onda.

Uccidi capitano!
Uccidi il Leviatano!
Zittisci il boato!

Capitano… !
Esisti oh capitano! Sii segno,
vessillo, come esisti tu
nemico, oh Leviathàn!

 

Fernando DP – 26/08/2010

 

immagine da: http://sudterrae.blogspot.com/2008_10_10_archive.html

Vigilia

 

Nasce il bimbo ch’è di tutti
- uguale ad ogni altro -

e c’è il travaglio di una mamma
- uguale ad ogni altra -

e il dimenarsi di un padre
- uguale ad ogni altro -

Tutti i misteri dell’affetto
e dell’incompreso
che a cena si dimenticano
e il sorriso dei cugini piccoli
- per un attimo -
me lo fanno ricordare.

E i rami spogli e scheletriti
del giorno che non è giorno
ch’è solo grigio e sera presto
e i piccoli fumi
di fuochi domestici che salgono
dai camini alle campagne
- tanti campi di battaglia -
dove tigri antiche son cadute …

Ma non c’è tempo
per vederle, non c’è tempo
per pensarle!
 
Fernando DP – 01/12/2010

 

Poesia scritta per “L’idea è che Natale sia Natale 2010″ su http://fernirosso.wordpress.com/2010/12/03/n27-fernando-della-posta/ e

Il deserto dei Tartari

 

Un essere umano è i mondi che si sceglie,
alcuni li percorre, altri li oltrepassa.

          “Accetta gli scompensi dei pesi
           e le bilance sempre in mancamento!
           Sono l’equilibrio, che più ha di vero!”

Quest’eterno contraddire il senso,
che con la parola di rado si accorda,
l’ho trovato nell’essenza del fiore
che di continuo si apre, di continuo avvizzisce.

Ho visto camminare soldati di pattuglia
davanti a muraglie senza fine,
- in una ricognizione – che non ha mai fine

… tirare avanti dinanzi a certe porte
in altre ancora entrare, poco dopo uscire.

 
Fernando DP – 04/12/2010

 

Foto da: http://laboratoriodicriticadarteletteratur.blogspot.com/2008/11/il-deserto-dei-tartari-di-dino-buzzati.html

Hagia Sòphia

 

Salomone! Ti ho superato!”
[Giustiniano di Bisanzio]

Qui davanti i minareti
- come bastioni spessi
di metri e metri di calce
di marmo e marmo
e di bitume -
si ergono al cantare
delle donne nomadi
- armene - o romane slave
alla festa di Ederlesi.

Questa cupola fu un suono
che si erse al battere
sul cuoio degli arieti
delle pecore di Abele -
che ancora danno voce
al soffrire di Caino – errante.

E’ un’armonia universale
mischiata con l’abisso
che cade ai contrafforti,
stringe a sé gli sguardi,
li ridona in meraviglia.

Ogni sconosciuto si dà qui
appuntamento – Sofia:
storie di donna inaccessibile
divina, umana o piccola
- minuta ]…

…[ oggi questo seno
potrebbe, se volessimo,
abbracciare il mondo
e fargli da zodiaco fisso,
nutrire ogni notte il sole.

 
Fernando DP - 29/09/2010

 

Foto da: http://ilmiooceanomare.splinder.com/archive/2009-11.

Finestre

 

Non ho altro modo
di colorare questa notte
che il colore dei binari
e l’acciottolato di basalto
rovente, sembra freddo
dalle mie finestre.

Le erbacce, gli acanti
e le passiflore scolorite
sono un preludio di venti
in moto, ai campi distesi
come saline a perdifiato
al mare, alle montagne
sposate con il cielo
e la loro fede è questa luna
che falcia il mio sguardo
nudo, dalla mia stanza.

Ci sono occhi fissi
sulle prue delle navi
altri guardano solo oltre
e le onde e le balene
non li distolgono. Premiati
dal sole, scintillano
nel ghiaccio dei romanzi
bianchi e grigi, dell’uomo
contro i flutti.

Qui, alle mie finestre
la mia prua, a sera
può darsi l’assestarsi
fermo del binario, ma
la meta è oltre i muri
bianchi, ossuti, stuccati
- della Luna.

 
Fernando DP – 29/08/2010

 

Immagine da: http://www.comune.trapani.it/salinecolombaia/fotogallery/pagina14.html

 

Commenti dal vecchi blog: http://versisfusi.splinder.com/post/23235294#comment

 

Bella! classicamente bella, leggera come un sogno che si fa realtà. Molto misurata.Complimenti!Rosaria Di Donato

utente anonimo

#2  17 Novembre 2010 – 13:04
Grazie mille Rosaria! :-)
Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

#3  30 Luglio 2011 – 10:15
benvenuto su splinder ;)
Utente: Morfea77 Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Morfea77

#4  30 Luglio 2011 – 11:23
Ciao Morfea77! Benvenuta a te! :-)
Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp

Fotogramma

 

 

“Beyond the horizon
of the place we live
and we were young.
In a world of magnets
and miracles…”

[High Hopes - Pink Floyd]

 
La tranquillità è pace.
Immagine su immagine
in dissolvenza – una nave
che incede sulle spighe.

Il gondoliere ha un cappello
bianco e la punta
arricciata che scompare
nel giro di una voga
lenta – un solo movimento
di gomito – dal nadir
più lontano, al suo fianco
più vicino.
Affievolito
il sole è velato
e lascia il passo
per un testone alla Fellini
di marmo come l’alpe
di Secugnago – che esiste
o non esiste non lo so,
ma fateci pure il conto.

Questo volevo dirvi oggi.
Un fotogramma
da grandi speranze.

 
Fernando DP – 17/07/2010

 

Immagine da: http://www.enigmapublius.org/communicate/viewtopic.php?f=6&t=30&view=next

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