Category: Ab urbe condita


Viale Prenestae

A sorsi lunghi tante Menabrea e figli.

Reni sul muro e nell’aiuola pochi gigli.

Vivo i punkabbestia e il popolo dei nerd,

yuppie senz’anima and three-day beard.

 

Torri composite fasciate di paranchi

e cielo rosso a sera che se nuvolo dispera.

Vetri a schegge sul passo d’ubriachi

e sangue denso, da spuntoni a ciminiera.

 

La sera avrebbe molti altri ragioniamo

da raccontarci, se non fosse costretta

da grondaie, antenne quasi a falci e croci.

 

Sì! Amore mio, fuggiamo soli tra le voci

ch’è solo piano e mai giunger a una vetta;

né un’occasione provo e trovo a dirti: t’amo!

 

Fernando DP – 16/11/2011

 

Rotonda di Luglio

 

Piazza Venezia è un incontrasi
d’ammiraglie
prossime al disastro.
Dalle parti del Vittoriano
è già successo:
arriva tutto il Titanic

- rovine e marmi bianchi
sul ponte, e il capitano
è tutto il Campidoglio,
e il Colosseo gli fa da mozzo
… e pure da piscina -

e le colonne in bella mostra
sulla chiostra, fanno l’iceberg
che s’infrange sull’asfalto.

E le automobili lo sfuggono
come un lebbroso.
S’inseguono e lo scansano
come biglie in contrappeso.

Il vigile è una stalattite bianca
- istantanea -
e la gonnellina sbarazzina
di una bimba – carina -
con il broncio …
chiede tanto un  po’ di fresco
alla sua mamma.
 

 
Fernando DP – 10/07/2010

EUR

“… Bisognerà scuotere le porte della vita per provarne i cardini e i chiavistelli!… Partiamo! Ecco, sulla terra, la primissima aurora! Non v’è cosa che agguagli lo splendore della rossa spada del sole che schermeggia per la prima volta nelle nostre tenebre millenarie!…”
[Manifesto del Futurismo, 1909]

 

Come nell’ultimo sospiro
del moro*
c’è
uno spillone che s’insinua
in tutte le arterie di Roma.

Prima o poi ne troverà il cuore,
ahimè! la trafiggerà…

Ho visto però, un gigante trafitto,
un gigante del color dello stagno
che stramazzava (si rialzava?) nell’emiciclo
al centro dell’Eur. Armeggiava
una mano risveglia al cielo
ed era inghiottito da umide
e luminescenti sabbie.

—————————————————————

Nel bianco che celebra e decerebra,
come dei ninnoli preistorici
i quadri polverosi futuristi
si mischiano alla calcina,
e fanno col marmo
un’unica mistura.

—————————————————————-

Qualche attempato signore,
in tenuta grigia da chaffeur, fende
una fitta pioggerella
sotto i portici squadrati.

 

*”L’ultimo sospiro del moro”, romanzo di Salman Rushdie. C’è un personaggio, un artista che viveva nella casa della famiglia del protagonista, che parlava di uno spillone che girava per il suo corpo, percorrendone vasi sanguigni e nervi, che prima o poi avrebbe inevitabilmente trafitto il suo cuore e quindi l’avrebbe ucciso.
 

Fernando DP – 06/03/2010

 

Foto di Giorgio Clementi da: http://www.trekearth.com/gallery/Europe/Italy/Lazio/Rome/Rome/photo1176891.htm

 

Commenti dal vecchio blog: http://www.versisfusi.splinder.com.

 

#1  10 Luglio 2010 – 18:06
oh eccomi finalmente
caro fernando, grazie
Utente: Polikwaptiwa Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Polikwaptiwa

#2  11 Luglio 2010 – 18:30
Aug Ameo’e! :-)
Utente: FernandoDp Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. FernandoDp
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