noi umani che viviamo, siamo tante cose. l'esser poeti una di queste. ma voi poeti, non credete! non siete superiori agli altri solo perché fate, o volete essere, poesia. non censuratevi mai le battute di spirito le mosse salaci, l’ubriacature di rito, i motteggi sboccati e gli slanci capaci di pensiero o di sorriso. voi siete tant’altro! e uno stuolo di voci, di ritmi e di rima, prosa di lucidità prosaica e consapevole e azioni tangibili d’amore e d’odio tutto in uno. e l’un che ognuno è, è tutto, e il buon della scommessa è proprio questo: che tutto può esser nulla, che nulla può esser tutto. Fernando DP - 14/01/2012
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L’anello di nubi e di foschia che incornicia le pendici delle montagne e i colli e l’anello di neve che si dispone a macchia sulle cime - corona e velo da sposa che tante donne non vedono se non sul loro capo e delle figlie, in questa terra - celano un microcosmo che vive a modo proprio il migrare dei coralli in acqua sotto poca luce benedetta sotto pochi raggi che filtrano la fitta maglia della spuma, la fitta maglia delle nuvole. L’edera che veste i pioppi e i rami sono braccia da spaventapasseri in quest’inverno ch’è l’anima barocca della morte - fuori, negli spazi immensi - ch’è l’anima barocca della vita - nelle cucine e nei salotti nelle stalle e nei viali sempre troppo corti, sian di paese o di città. Fernando DP - 23/01/2011 *Inserita nell'antologia "Fragmenta", Edizioni Smasher, del premio letterario "Ulteriora Mirari" I Edizione, 2011.
1.
penso a tante cose
e tante cose sono ingiuste.
in questo micro/macrocosmo ingiusto
la geografia è fonte di fortuna,
il – casato – un’altra
e ognuno se li difende a denti stretti
a mali estremi: “io ti escludo
perché è sicuro! tu, escluderai me!”.
e la speranza … dove sei sparita?
vorrei tornasse uno sbaglio nel vissuto,
un gatto che cresce e coccola un criceto
tigre umana fratellanza e dignità
indifferente a chi vuol nuocerl’e paura.
Fernando DP – 01/01/2012
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2.
qualche mille e venti secoli di stili e malte
struttura fanno ai nostri muri.
a casaccio ammonticchiati sui però
blocchi gotico/neosismici e barocchi
costumanze e riti, e pesti ebree di rom e ‘700
raccolti e offerti poi, dai monatti sui barocci.
e le guglie in materiale riciclato,
cartapesta spessa, e collanti di bucato:
madonnine d’ottone,
bandierine di cartone
…
scendete dal piedistallo che crolla,
Caio Mario, fratello Cicerone!
‘ché il divo Toma* lancia strali
e Teresa** benedice a suon di spasmi
terremoti lesti a soppiantar – le nuove lune.
*San Tommaso D’Aquino
**Santa Teresa della famosa Estasi
Fernando DP – 03/01/2012
Immagine da : http://www.notav.info/post/le-reti-non-bastano-piu-inizia-loperazione-muro-di-gaza/
La mia prima raccolta di poesie “L’anno, la notte, il viaggio” con introduzione di Abele Longo, inserita nella collana “Le Gemme” a cura di Cinzia Marulli Ramadori, edita da Edizioni Progetto Cultura .
E’ possibile ordinarla su tutte le maggiori librerie on-line oppure comprarla presso il caffè letterario – libreria “Mangiaparole”, Via Manlio Capitolino 7/9 00181 Roma, vicino la stazione della metro A Furio Camillo.
www.progettocultura.it
A sorsi lunghi tante Menabrea e figli.
Reni sul muro e nell’aiuola pochi gigli.
Vivo i punkabbestia e il popolo dei nerd,
yuppie senz’anima and three-day beard.
Torri composite fasciate di paranchi
e cielo rosso a sera che se nuvolo dispera.
Vetri a schegge sul passo d’ubriachi
e sangue denso, da spuntoni a ciminiera.
La sera avrebbe molti altri ragioniamo
da raccontarci, se non fosse costretta
da grondaie, antenne quasi a falci e croci.
Sì! Amore mio, fuggiamo soli tra le voci
ch’è solo piano e mai giunger a una vetta;
né un’occasione provo e trovo a dirti: t’amo!
Fernando DP – 16/11/2011
Scrosci d’argentine chitarre,
luce riflessa dai corni,
cani fradici a presidio di passi,
sentieri di paschi fuggenti
dal mutevole andare.
Delle lane arruffate dal bagno
come ricci di lama sui cedri,
delle mascelle tenaci sull’attenti
del profilo del capo ed il muso
il sole stampa l’ombre sul tufo.
Limpida è l’acqua che salta
si rincorre s’avvoltola e canta,
e colma d’avvalli e cuscini
il letto dall’alveo dei sassi
bianchi di calce o turchini.
D’aria frizzante alle finestre
è la pioggia di foglie dai salici
e un bastone dai nodi millenari
dirige il concerto campestre,
la sera attardata del gregge.
I capelli sotto il velo danzante
l’arrossato tramonto sul colle
ritrae di fiamme basse e le gote
del tuo viso segnato dai raggi,
il sorriso che soave nascondi.
“Oh cara non temere in cuor tuo
la fine che sembra imminente
d’un sogno di ninfa dei boschi!
Son calme manovre di stoppie,
fuoco sopito e faville distanti
in attesa. Soltanto zefiri sciocchi
e tramontane vane verranno
recando richieste di resa”.
Fernando DP – 28/08/2011
Foto da: http://flickriver.com/photos/troise/sets/72157609645486894/ .
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La goccia che cade.
La foglia che rimbalza in alto.
Il ramo che sussulta.
Le stalattiti sono grani di zucchero
- a volte acre, a volte dolce …
Un millimetro? Il peso di un sacco di sale
sulla schiena bruna e secca
dei vecchi di salina. Ci fu una linea
che disegnò per prima il fiato
e la civetta che calcò la prima sillaba
era scritta sulla sabbia. Fu tracciata
da due dita.
Ci fu un uomo, si chiamava Tal
- ‘o siòr Tal -
che dicendosi per primo schiavo,
per cortesia dovuta ad un amico
ad un parente, inventò la nostra
parola del saluto. Rimase intesa
tal dichiarazione di servizio anche
fra chi era padrone. Sparì col tempo
la lor maniera a malaffare:
i vossignoria, i lorsignori,
i baciamo le mani. “Gradisce
la signoria vostra una partita di … ?”
Prima ancora quello sciavo
- da calle e ponte veneziano -
conteneva una civetta un gufo,
forse un daino, e tanti rii
di sabbia smossa e semovente
filtrata in tante bocche,
in tante fibre di tessuto prima grezzo,
poi più fine, a maglie sempre più tornite
per grumi granuli e farine,
ancor di più, raffinate e rifinite.
Ora è più semplice – meno una vù
e senza esse … – ciao. 
Fernando DP – 20/07/2011
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Fernando
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FernandoDp |
Sembrano voci tutte uguali …
Qualcuno con una sua personalità?
Qualcuno che si possa riconoscere
in mezzo a tanti e tante, gatti e gatte
morte?
E’ un mare di pesci a bocca aperta e muta,
esalanti, dritte circonlocufisiche sul verso,
roteanti e fisse, nella ghiacciaia.
Girone dantesco e parola stracca sull’assito.
Mostro informe brulicante vita,
scuoiato e putrefatto.
Zitti! Zitti! Zitti! Dateci almeno il beneficio,
la costruzione del silenzio!
Gatte morte lupi e fere col cruccio dell’invidia,
il vizio dell’infamia, la delusione del sarcasmo,
il male della vita!
Fernando DP – 07/08/2011
Immagine: Divina Commedia Inferno gli Scismatici, Renato Guttuso
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Non la vedo come una pena. Parlo di silenzio inteso come spazio per riflettere seriamente sulle cose che ci circondano. Esigere calma da un mondo troppo caotico e pieno di stimoli.
Ciao e benvenuto Ecatmel!
a parte questo in realtà mi è piaciuta moltissimo la tua poesia.
ciao
Grazie Ecatmel!
Fernando
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FernandoDp |
FESTIVAL IL MONTESARDO – Musica Antica, Teatro e Poesia –
Dodicesima edizione, 2011
Regione Puglia, Città di Alessano, Accademia di Terra d’Otranto
Direttore artistico: Doriano Longo
31 AGOSTO – Piazzetta Santa Maria del Foggiaro, Alessano, ore 20.30
LA VERSIONE DI GIUSEPPE – Poemetto per Don Tonino Bello
Testi di Cristina Bove, Doris Emilia Bragagnini, Simonetta Bumbi, Marilena Cataldini, Anna Costalonga, Fernando Della Posta, Margherita Ealla, Annamaria Ferramosca, Fernanda Ferraresso, Giancarlo Locarno, Abele Longo, Domenica Luise, Malos Mannaja, Nina Maroccolo, Vincenzo Mastropirro, Antonella Montagna, Stefano Giorgio Ricci, Antonio Sabino, Iole Toini, Pasquale Vitagliano, Carmine Vitale
Lettura di Ippolito Chiarello con musiche di Rocco Nigro (fisarmonica)
http://neobar.wordpress.com/2011/08/05/6048/












